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mercoledì 26 ottobre 2011

Il Signore sa contare solo fino ad uno

Articolo di Matteo Leonardi

"Sforzatevi di entrare per la porta stretta…”
A Gerusalemme la porta stretta era quella per la quale passavano le greggi a fine giornata, al rientro dal pascolo.
Era stretta perché obbligava le pecore a passare una alla volta, dando così la possibilità al pastore di contarle.
Mi piace pensare che nostro Signore si prenda cura di noi ad uno ad uno.
Di più.
E’ come se  sappia contare solo fino ad uno.
A ben pensarci, è solo nei rapporti d’amore, sponsali, che esiste il desiderio di reciproca unicità del rapporto.
E’ come se il Signore ci stesse dicendo:  “io vorrei sposarti”.
In questa proposta c’è tutta la libertà di corrispondere o meno all’amore di Dio. Proprio come quando ho chiesto a mia moglie di sposarmi.
Ognuno di noi aveva una storia alle spalle; abbiamo cominciato una storia insieme, e ad un certo punto ci siamo chiesti: sono disposto/a a dare la mia vita per te?
Oggi il Signore mi chiede proprio questo: e la risposta, se positiva, esclude tutte le altre.
Il mio: “si, sono disposto ad entrare per la porta stretta” vuol dire sono disposto a dare la mia vita per te, solo per te, in un rapporto strettamente personale con te.
Mi fa venire i brividi che il Signore dell’Amore chieda personalmente a me di “sposarlo”, di condividere la mia vita con Lui, di condividere l’eternità.
Oggi me lo chiede in modo esplicito nella sua Parola, ma ogni giorno mi ama e mi chiede di amarlo. Proprio come nel matrimonio. Che bello sapere che il Signore abbia pensato di rendere evidente il suo Amore in ogni relazione matrimoniale: nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e di onorarti per tutti i giorni della mia vita.
Allora curando la relazione con mia moglie curo la relazione con Dio; pregando con mia moglie prego con Dio; gioendo, litigando, perdonando, abbracciando, parlando… Dio manifesta il Suo Amore nella nostra vita.
E allora: si Signore, con la tua grazia, voglio anch’io passare per la porta stretta.
giovedì 20 ottobre 2011

Nuova evangelizzazione agli “zucconi” il 31 ottobre 2011 a Como


Il 31 ottobre, festa di Ognissanti, per noi Cavalieri della Luce della Lombardia è una data dal particolare sapore perché per il quinto anno ricordiamo la prima Luce nella Notte a Como. Infatti  il 31 ottobre 2007 segna l’inizio della nostra attività di evangelizzazione di strada in Lombardia.
Solo qualche giorno prima ci venne proposto da don Davide Banzato, allora responsabile nazionale dell’evangelizzazione di Nuovi Orizzonti, di fare la Luce nella Notte anche a Como in contemporanea con diverse altre città italiane.
Eravamo quattro gatti con poca esperienza e temevamo, anzi eravamo certi di fare un flop, anche perché un’equipe di evangelizzatori esperti che sarebbe dovuta venire in nostro soccorso, nelle ore immediatamente precedenti  per ragioni varie, non poté essere presente.  Fu un bene perché così potemmo ancora una volta constatare che affidandoci allo Spirito Santo, alla Vergine Maria e a una non precisata schiera di santi, si potevano ottenere risultati miracolosi. Fu infatti una serata indimenticabile dove più di 500 persone entrarono in chiesa e molti ebbero un incontro forte con Gesù (in primis noi). Da allora le LLNN si sono moltiplicate in tutta la Lombardia diventando un momento importante, atteso e apprezzato in diverse città e Diocesi.
Il prossimo 31 ottobre sera ritorniamo per le strade di Como per riproporre il nostro di modo di festeggiare questa notte così particolare dove il “neopaganesimo consumistico” celebra anche Halloween che, nel medioevo, fu il nome che la festa celtica di Samhain ricevette dall’incontro con il cristianesimo. I celti festeggiavano gioiosamente in questa notte la memoria dei propri antenati manifestando con questo la speranza che vi fosse una continuità dopo la morte terrena. In origine quindi la festa era un modo per celebrare il profondo e innato desiderio dell’uomo di dare un senso trascendente alla propria vita mettendo un ponte fra la vita terrena e quella ultraterrena.
L’aspetto macabro che ai giorni nostri caratterizza questo evento si deve ai movimenti e alle correnti letterarie esoteriche e occultistiche che, da un certo punto in poi, vollero dare alla festa un taglio tenebroso e orrorifico eliminandone le valenze religiose sia cristiane che celtiche. In epoca recente, poi, Halloween è diventata preda del markerting che sfrutta il potenziale commerciale, insito nel magico e nel misterioso, in modo sempre più invasivo.
Noi nel nostro piccolo vogliamo celebrare la festa di tutti santi con un momento di evangelizzazione di strada che inevitabilmente si mette in contrapposizione con le istanze consumistiche dell’Halloween odierno e lo facciamo appoggiandoci sulle fondamenta del cristianesimo e cioè la Parola, la preghiera e l’adorazione eucaristica.
Anche quest’anno potremo contare sulla collaborazione di missionari esperti provenienti da tante città della Lombardia e di tutto il nord Italia.  L’appuntamento è nella chiesa di San Giacomo di fianco al Duomo di Como per tutti alle 21.30 e per chi volesse contribuire come missionario l’appuntamento è per le 18.00. Ovviamente per poter partecipare alle equipe di strada, di accoglienza in chiesa e di musica/canto bisogna aver partecipato ai momenti di formazione che vengono organizzati durante il mese di ottobre. Per informazioni telefonare al 338/9789430.
Cavalieri della Lombardia non siate zucconi: venite a portare un po’ della luce di Gesù in questa notte così nera!
mercoledì 5 ottobre 2011

Mamma, e se avessimo sbagliato Dio?


Testimonianza di Laura Beretta 
Eravamo a Delfi lo scorso agosto, in visita, con tutta la mia famiglia, ad uno dei siti archeologici più famosi della Grecia. Mio figlio Nicolò ed io stavamo incamminandoci, sotto il sole cocente, verso l’antico stadio di Delfi, davvero stupendo, e io cercavo di condividere con lui le poche reminiscenze di cultura classica, accumulate in anni di liceo e di università. In particolare stavo illustrandogli le credenze religiose dell’antico popolo greco, parlandogli degli dei dell’Olimpo: Zeus, Era, Afrodite, Poseidone, Apollo …Improvvisamente Nicolò mi ha interrotta e mi ha chiesto: ‘Mamma, e se noi avessimo sbagliato Dio, credendo in Gesù??.
Confesso che la sua domanda, logica (gli stavo parlando di un grande popolo che però era politeista) e disarmante come solo le domande dei bimbi possono essere, mi ha lasciata di stucco e affascinata allo stesso tempo: ‘Bimbo mio – gli ho detto con una punta di orgoglio materno – ci sono adulti che passano una vita senza mai porsi questioni così profonde. Ottima domanda, davvero! E’ giusto che tu te la ponga e ora ti spiego perché penso proprio che non abbiamo sbagliato Dio’.
Gli ho riassunto con semplicità in pochi minuti il percorso che aveva condotto me e mio marito a credere in Gesù, concludendo pressappoco con queste parole: ‘Papà ed io abbiamo cercato il vero Dio percorrendo tante strade e alla fine lo abbiamo trovato nella Parola di Gesù. E’ l’unica verità e il più grande tesoro della nostra vita. Siccome ti vogliamo bene, te lo doniamo. Ma penso proprio che da oggi in avanti inizierà la tua personalissima ricerca della Verità e quindi del vero Dio. Farai tanti giri, supererai montagne e deserti, a volte dovrai affrontare fiumi in piena , magari smarrirai il sentiero ma, se sarai onesto con te stesso e seguirai le indicazioni della mappa dell’amore, vedrai che alla fine troverai il nostro stesso tesoro: Gesù!’ E allora avrai la certezza di non aver sbagliato Dio’.
Poi abbiamo visitato le rovine di Delfi e siamo ritornati a sera, stanchi ma felici, nella camera del nostro albergo.Vi confesso però che quella sera per ore non sono riuscita a prender sonno: la domanda di Nicolò continuava a frullarmi nella testa e, siccome le domande sono come le ciliegie – una tira l’altra – ho iniziato a pormene delle altre, in un turbinio di pensieri: ‘Ma come sei arrivata tu a credere in Gesù Cristo tanto da consacrare la tua vita a Lui? Sei certa di non aver sbagliato? Tra tanti dei, perché ti fidi proprio del Dio cristiano? tra tante religioni, perché hai eletto questa come l’unica vera? Ripercorri le strade che ti hanno condotta a Lui! Rendi ragione della tua fede! Credi tu davvero? Perché?’.Lo so, lo so, vi starete domandando come sia possibile che una consacrata a Gesù nel carisma di Nuovi Orizzonti possa farsi domande del genere, una notte d’estate a Delfi.
Povera me, pregate per la mia anima! Però non mi sono lasciata schiacciare dall’accusatore e mi sono detta che in fondo il Signore mi stava dando una splendida occasione, avvalendosi di una semplice domanda di un bimbo di 7 anni: rendere ragione della mia fede! La mia, la mia fede! Piccola che sia, è fiducia in Dio, nel Dio che ci ha annunciato Gesù! ‘Appena tornerò a casa, cercherò di rispondere per iscritto alla domanda di Nicolò e a tutte le domande che mi sono posta questa notte!’.Ed eccomi qui a farlo. E invito anche voi, cavalieri della Luce, se volete, a fare altrettanto, munendovi di carta e penna (tastiera) e cercando di rispondere per iscritto alle domande che ha suscitato il mio piccolo Nicolò: sono certa che sarà un bell’esercizio di introspezione e di conoscenza di sé per chi vorrà farlo, magari per poi condividerlo in questo sito.Ho pensato di riassumere tutto in pochi punti, ad ognuno dei quali darò un titolo, per far chiarezza in me stessa.
LA FEDE DI UNA BAMBINA E SCOPERTA DELL’UNICITA’ DI OGNI CREATURA
Ero bambina, avevo 9/10 anni eppure avevo già ben chiaro che Gesù fosse verità, perché, quando sentivo la Sua Parola, la riconoscevo come stupenda, logica, degna di ascolto! Era proprio bellissima e nei miei diari di bambina scrivevo spesso di Lui. Inoltre solo Gesù mi faceva sentire unica. L’unicità è sempre stata il mio pallino: mia madre ricorda ancora con tanta tenerezza la gioia con cui da bimba cercavo di comunicarle questa mia unicità. Attiravo la sua attenzione sulla mia manina e toccavo un oggetto qualsiasi: ‘Vedi, mamma, nessuno mai toccherà questo oggetto come sto facendo io in questo momento: le cellule che compongono ora la mia mano toccano questo oggetto in maniera unica, irripetibile! Nessuno mai toccherà quelle stesse particelle con le cellule che compongono la mia mano!  Sì, mamma, io sono unica, perché Dio mi ha voluta proprio così: unica!’.Vi parrà strano, ma la mia fede di oggi poggia molto sulla fede cristallina di quando ero bambina. Un giorno, a circa 11 anni, sentii chiaramente la voce del Signore che mi diceva che mi aveva creata per grandi cose (ed oggi so che le grandi cose sono le piccole e grandi cose della vita fatte con amore, secondo la volontà del Padre). Non mi parve strano ascoltarlo, perché ero ‘piccola’. Solo i ‘piccoli’ sanno percepire la voce di Dio.
GLI ANNI DELLA RICERCA INTELLETTUALE E IL VIAGGIO IN AFRICA
Poi sono cresciuta; senza mai smettere di voler bene a Gesù, ho frequentato il liceo classico e l’Università di Lettere e per anni mi sono impegnata nello studio. Mi sono dedicata alla filosofia, ho fatto parecchi esami di psicologia e pedagogia, ho cercato di capire qualcosa di altre religioni (in particolare il buddismo), ho messo il naso nella new age, ma onestamente mi pareva di girare a vuoto. La filosofia? In tutta verità, mentre studiavo Hegel, Marx, Nitsche, Kant avevo l’impressione di essere improvvisamente rimbecillita, perché le risposte ai grandi questi esistenziali che essi mi forniva, non mi soddisfacevano affatto. Malgrado ammirassi il loro sincero desiderio di dipanare la matassa della vita, essi dicevano ben poco di importante per me, per la mia esistenza . A rischio di apparire irriverente e ignorante, vi dirò che la maggior parte delle teorie dei più blasonati filosofi (di cui ho ammirato comunque lo sforzo intellettuale), tanto osannati nei libroni di testo scritti da illustri professori contemporanei, mi parevano praticamente inutili. Ricordo con gratitudine alcuni passaggi del pensiero di Socrate e di Pascal, perché davvero mi hanno insegnato qualcosa ma per il resto non rammento nella storia della filosofia niente che sia servito per rendermi VERAMENTE felice. La psicologia? Interessante, a volte utile ma anche in essa non ho trovato la formula magica per rendere gioiosa la mia vita.Quanto al buddismo e all’induismo, ne apprezzavo (e apprezzo) alcuni concetti e sentenze ma queste religioni non mi riuscivano a convincere. In tutta onestà, io (come ogni creatura) mi sentivo infinita, così unica e desiderosa di vera gioia ed eternità da non potermi accontentare del nirvana o di rimanere ingarbugliata nella girandola della reincarnazione! La new age? Affascinante ma sconclusionata, campata per aria, sottilmente diabolica. Gira che ti rigira, tornavo sempre alla base. Tornavo al mio amico Gesù che batteva tutti 1000 a zero: Platone, Epicuro, Cartesio, Hegel, Kant, Freud … Gesù sì che parlava al mio cuore, che mi diceva qualcosa di vero e non relativo, di immutabile eppure sempre nuovo. In Lui ho sempre riconosciuto la verità.Fu in quegli anni di ricerca che mi recai in Africa per un viaggio di piacere in Kenya: tornai e decisi che dovevo fare qualcosa per i miei fratelli, perché avevo toccato con mano cosa significhi la povertà e l’urlo dei fratelli africani mi trapanava la testa. Così entrai a far parte del gruppo missionario parrocchiale.
L’INCONTRO CON GESU’ MISERICORDIOSO
Poi iniziai a lavorare e mi sposai con la persona che il Signore aveva pensato proprio per me (grazie, Gesù!) e che mi aveva messo accanto fin dal liceo, il mio Alessandro.Ma fu proprio in quegli anni in cui avrei dovuto essere solo felice che io mi persi: smarrii la bussola della mia vita, mi ritrovai in una voragine nera, nella quale ad un certo punto sembrava non poter penetrare più la luce. Non la volevo, la Luce.Per grazia di Dio, mi accorsi di cosa mi stava accadendo e cercai aiuto. Decisi di partire con Alessandro per l’India, per andare a Bombay, dalle suore di Madre Teresa, per ritrovare la Luce. Ma non era questo il progetto di Dio, che aveva già iniziato a trasfigurare le mie tenebre in Luce: il costo del biglietto dell’aereo si rivelò eccessivo per cui mi venne in mente il mio ex collega Giuseppe Rota che un tempo lavorava nella mia azienda e che aveva mollato tutto (famiglia, casa, amici, carriera) per dedicarsi agli ultimi, facendo promessa di povertà, castità, obbedienza e gioia: un vero pazzo, pensavo allora! Partimmo per Piglio: era lì che il Signore mi attendeva col volto sorridente per ridarmi la vita, per farmi rinascere dall’alto, per donarmi gioia piena! Fu lì, grazie alla preghiera amorevole di alcuni fratelli, che io letteralmente resuscitai! Ripresi a vivere, più viva di prima, come direbbe il mio amico Fabio Salvatore. Chi mi aveva ridato la vita? Un filosofo? Uno psicologo? La new age? No, era stato Lui, il mio grande amico Gesù! Il mio Dio! Ecco perché credo in Lui.
PICCOLE E GRANDI MANIFESTAZIONI DI GESU’
Da allora Gesù mi ha riempita di coccole (immeritate!) e si è più volte manifestato nella mia vita (non crediate che sia una che parte facilmente per la tangente, ho i piedi ben piantati per terra e non ho le traveggole, solo che ora ‘vedo’ un pochino più chiaramente). Un paio di esempi: Eravamo a Piglio, durante gli esercizi spirituali di qualche anno fa. Padre Pierre celebrò una Messa intensissima durante la quale disse che il Signore avrebbe elargito grazie immense, anche guarigioni corporali. E’ la prima volta che ne parlo pubblicamente e spero di farlo con delicatezza. Io all’epoca soffrivo di continui mal di testa, tanto che pendevo un Aulin ogni due o tre giorni. Tuttavia, quando il sacerdote ci invitò a pregare per la guarigione di qualche nostro male, io non ritenni opportuno importunare il mio Signore per il mio mal di testa e pregai per i malanni degli altri fratelli. Ad un certo punto si alzo dall’assemblea Giovanna che nulla sapeva del mio mal di testa. Mise una mano sulla mia nuca e si mise a parlare in una strana lingua.Vi confesso che al termine di quella celebrazione io mi sentivo davvero in un’altra dimensione: ero fisicamente lì, a pranzo, coi miei fratelli ma mi sentivo come staccata da tutto e tutti, in una gioia stupenda. Mi sentivo leggera. Poi per tre giorni ho avuto un mal di testa insopportabile: tre giorni di sofferenza, al termine dei quali il mal di testa è sparito. Da allora non soffro più di costanti mal di testa e di distonia, ma di dolori al capo che si manifestano solo in particolari circostanze (per esempio quando lavoro troppo) e che non incidono – come invece accadeva prima – nella mia vita in maniera invalidante.L’altro esempio: qualche tempo fa sono stata sferzata dal gelido vento del dubbio. E’ durato poco, perché il Signore è davvero pronto ad intervenire, quando gli lanciamo il nostro S.O.S.Ho dubitato di Gesù, della sua divinità. Ho trascorso un pomeriggio e una notte, sferzata da questo vento freddissimo. Poi la mattina stavo fonandomi i capelli, prima di andare al lavoro. Improvvisamente ho smesso, ho lasciato il phon e mi sono diretta con piglio durissimo verso l’immagine di Gesù che si trova a lato del letto matrimoniale di camera mia. ‘Dimmi chi sei.Lo voglio sapere ora, non domani … dimmelo, per favore’, Gli ho detto guardandoLo dritto negli occhi. Ho aperto il Vangelo: ‘«Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui’.
Ok Signore, grazie! Messaggio ricevuto! Sei proprio Tu il mio Dio’. Sono ritornata in bagno, asciugando una lacrima di gioia stupenda e ho finito di sistemarmi i capelli.Gesù, tu sei davvero l’Emmanuele, il Dio con noi, persino quando ci sorge un dubbio, mentre ci foniamo i capelli.Caro Nicolò, no, non abbiamo sbagliato Dio.
Laura.

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